MARIA MONTESSORI

L’immagine che, solitamente, si ha di Maria Montessori è quella di una nonnina pacifica, capelli bianchi e sguardo amoroso verso i bambini. Infatti, la conosciamo più che altro come pedagogista, inventrice del cosiddetto “Metodo Montessoriano”, un metodo didattico seguito da moltissime scuole in tutto il mondo e che ha come finalità principale quella di sviluppare le conoscenze del bambino attraverso attività sensoriali.

Se volete tuffarvi nel mondo montessoriano vi consigliamo di dare un’occhiata al sito https://www.gonzagarredi.com, un’azienda che produce arredamento scolastico e che, nella sua sede di Gonzaga (MN), ospita il Museo Montessori – MEMO ove sono esposti i primi materiali didattici ideati da Maria Montessori.

Se, invece, siete tra coloro che credono che il Metodo Montessoriano consista nel lasciare che i bambini si allaccino le scarpe da soli anche la mattina quando avete meno di quattro minuti per portarli a scuola e in quel momento vi siete chiesti se questa pedagoga avesse dei figli, siete comunque nel posto giusto ma forse siete più interessate a scoprire il lato meno conosciuto di Maria Montessori.

Ebbene sì, non era solo un’educatrice, era una femminista convinta e no, non abbiate mai paura di usare i termini “femminismo” o “femminista”, vi hanno fatto credere che hanno un’accezione negativa ma non è così.

Il femminismo è uno dei più antichi e operosi movimenti per i diritti civili della storia e averne fatto parte o essere un’attivista non può che essere un onore.

Per tornare a Maria Montessori, è bene sapere che si è spesa con impegno e costanza per i diritti delle donne promuovendone, in primis, il diritto all’istruzione nonché la pari dignità rispetto all’uomo.

Ha chiesto a gran voce il diritto di voto per le donne e ha scritto al riguardo numerosi proclami perchè aveva chiaro in mente che le ineguaglianze che le donne subivano erano a tutti gli effetti un’ingiustizia sociale : “La donna operaia è mal pagata, e benchè non porti metà e spesso tutto il pane della famiglia, resta muta vittima della brutalità del marito, come quando era da lui mantenuta: la maestra che ha quasi due terzi dell’educazione infantile nelle mani è tenuta in un grado inferiore al maestro… la medichessa e l’avvocatessa trovano nel pregiudizio sociale o nelle leggi un impedimento a compiere con successo la lotta per l’esistenza”.

Aveva, inoltre, capito l’importanza dell’istruzione come strumento per combattere le discriminazioni di genere: “Oggi esistono varie gradazioni nei relitti di lavoro domestico, che tengono occupata la donna tra le pareti domestiche; ma è vicino il tempo in cui la massaia non avrà più ragione di esistere. Anche l’educazione dei figli va sempre più diventando opera collettiva e missione di stato”.

Sosteneva poi che l’educazione non poteva essere delegata alle madri ma doveva diventare un compito proprio dello Stato e delle Istituzioni pubbliche ed affermava prepotentemente l’importanza dell’impartire una adeguata educazione anche al genere femminile.

Da ultimo, non possiamo esimerci dal riportare quanto dichiarato da Maria Montessori in merito alla prostituzione: “ma veramente le ballerine, le chanteuses e, più ancora, le altre donne non apertamente nominate, esistono perché gli uomini le vogliono! Esse sono il segno più doloroso della nostra schiavitù! … E’ l’uomo che osa considerare oggetto di piacere un essere umano che dovrebbe apparire sacro come il tempio di procreazione della specie”.

Condividiamo queste affermazioni e riteniamo la linea di pensiero di Maria Montessori ancora estremamente attuale. In particolare, ci impegniamo affinchè le donne, tutte, possano avere una istruzione adeguata in ogni parte del mondo perché riteniamo che la cultura sia un potente mezzo di attuazione dell’emancipazione femminile.

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